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BCE:tassi minimo al 3,25%

Tassi:Bce rialza e si appresta a salire al 3,5% -Dopo la pausa estiva, la Banca Centrale Europea alza nuovamente il costo del denaro, portando i tassi d''''interesse di Eurolandia al 3,25 per cento.

Inoltre il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, dopo aver parlato di un atteggiamento “molto vigile” per preparare l’aumento di giovedì, dovrebbe ora anche annunciare l’intenzione di “monitorare con molta attenzione tutti i rischi inflazionistici”. Frase che, secondo molti analisti, segnalerebbe l’intenzione di aumentare nuovamente i tassi di interesse fra due mesi, in dicembre.

Siccome, la crescita europea, è sempre più trainata da forze interne e potrebbe ricevere una nuova spinta da una stabilizzazione del petrolio a livelli più ragionevoli, attualmente la stima della Bce è di una crescita del 2,5% quest’anno e del 2,1% nel 2007, le cui previsioni aggiornate saranno diffuse nella riunione di inizio dicembre,  pertanto la  Bce    dovrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse fra due mesi, visto che viene considerata solo temporanea dagli esperti in attesa dell’impatto da inizio 2007 dell’aumento dell’Iva in Germania. Inoltre, se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di «una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria», questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre.


Ma cosa succederà ora ai cittadini dell''''eurozona secondo le previsioni Adusbef portando il costo del denaro al 3,25%?

- Per i mutui a tasso variabile l’operazione costerà “da un minimo di 146 euro (per un decennale di 100mila euro) ad un massimo di 670 euro (per un ventennale di 200mila euro)”, indicando anche che “si profila una ulteriore tegola su titoli del debito pubblico, mutui e prestiti”

- Per prestiti personali e credito al consumo l’associazione di consumatori stima invece un aumento “da 93 a 453 euro”

-Per lo Stato, sempre ipotizzando “un tasso di riferimento che a fine 2006 si attesterà probabilmente al 3,50%”, l’Adusbef prevede “un conto salatissimo”.“Finanziare il debito pubblico italiano costerà a regime 16 miliardi di euro, 3,3 miliardi ogni aumento di 25 punti base”.



In particolare secondo le simulazioni Adusbef, un mutuo di 100.000 euro a 10 anni al 4,75% comporta una rata mensile di 1.048,48 euro o semestrale di 6.339,21.

Un aumento del tasso al 5,00 comporterà un aumento di 12,18 euro sulla rata mensile (+146,16 annui) o di 75,50 euro sulla rata semestrale (+151,00 euro l’anno).

Se dal 4,75% il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,43 euro (293,16 l’anno) o di 151,49 euro sulla rata semestrale (+ 302,04 l’anno).

Un mutuo di 200.000 euro a 20 anni al 4,75% comporta una rata mensile di 1.292,45 euro o semestrale di 7.800,44.

Un aumento del tasso al 5% comporterà un aumento di 27,48 euro sulla rata mensile (+329,76 annui) o di 166,80 euro sulla rata semestrale (+333,60 euro l’anno).

Se dal 4,75% il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 55,23 euro (+662,76 l’anno) o di 335,42 euro sulla rata semestrale (+ 670,84 l’anno).

Per quanto riguarda i prestiti, tra le diverse simulazioni dell’Adusbef, indica una nota del presidente Elio Lannutti, “ricorrere a prestiti per l’acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa (con un prestito di 6mila euro in 5 anni) comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro”.

Infine “per le famiglie (sempre meno) che invece di dover ricorrere al credito, possono risparmiare, cresceranno sia i rendimenti dei titoli di Stato (20.000 euro investiti in Bot annuali al 3% - ultime assegnazioni - in crescita dal 2,5%) renderanno 525 euro netti, 87,5 euro in più dei precedenti.

Ma tale guadagno minimo - indica l’Adusbef - è destinato ad essere quasi totalmente azzerato dall’armonizzazione prevista delle rendite finanziarie con l’aliquota unica al 20%).

Mentre il decreto Bersani sulla reciprocità dei tassi - se correttamente applicato, porterà circa 2 miliardi di euro, su base annua sui depositi bancari e postali e la minore tassazione sugli stessi (dal 27 al 20%)”.

 

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